In questo momento di difficoltà ci siamo sentiti di fare qualcosa per i nostri bambini. Sin da quando si è paventata l’ipotesi della chiusura abbiamo iniziato a pensare a cosa fare per mantenere attivo l’asse scuola-famiglia. L’idea è nata subito, già nel primo pomeriggio del giorno in cui è uscita l’ordinanza di chiusura ci siamo riuniti per definire gli obiettivi di questo progetto.

Il nome è nato da sé #asiloadistanza perchè i genitori ci taggavano sui social con questo hashtag pubblicando le foto dei loro bambini alle prese con le attività da noi proposte.

Seguendo le direttive ministeriali abbiamo stilato un vero e proprio

progetto di didattica a distanza ovviamente tarato sul contesto in cui lavoriamo, ovvero asilo nido, sezione primavera, scuola dell’infanzia. Quindi stiamo parlando di bambini da 0 a 6 anni a cui vanno proposte attività pertinenti alla loro età e ai contesti domestici in cui si trovano in questo momento.

La duplice valenza di un progetto come questo è anche di NON farci dimenticare dai bambini. Le immagini, i video e i messaggi di restituzione delle famiglie ci danno la conferma che stiamo andando nella giusta direzione. Per i bambini è importante mantenere la continuità e il legame, anche virtuale, con le maestre e con gli ambienti in cui prima o poi dovranno rientrare. E quando finalmente si tornerà alla normalità ci saranno meno difficoltà nel distacco. Questo è l’auspicio, per lo meno.

Come si svolge il progetto?

Ogni giorno inviamo una proposta didattica tramite Whatsapp ai genitori. Che sia il video di una canzoncina o della lettura di una favola, il tutorial di un atelier creativo o un pdf con le indicazioni per realizzare un’attività specifica che i bambini possono svolgere a casa con i genitori (ad esempio il gioco euristico per i più piccoli o la tabella delle faccende domestiche per i più grandi).

La scelta di non proporre attività in diretta è stata basata sul buon senso di non voler caricare i genitori di una ulteriore incombenza. In molte famiglie ci sono adulti che lavorano in remoto e figli grandi che necessitano di pc e connessione per seguire le lezioni sulle piattaforme, avremmo rischiato di fare un buco nell’acqua. La nostra idea era quella di rendere piacevoli le nostre proposte così da coinvolgere positivamente bambini e genitori. Senza farci mancare, però l’occasione per un saluto in videochat. Per cui ogni settimana abbiamo degli appuntamenti fissi in cui ci connettiamo tutti cosi possiamo guardarci dal monitor e salutarci virtualmente.

Ovviamente non è obbligatorio partecipare ma a quanto pare piace molto. I genitori ci mandano foto di bambini seduti dentro le scatole, di salotti con tutta la pasta sparsa sul pavimento, manine sporche di colore e disegni e videomessaggi dei bambini che invitano le maestre a casa loro.

E non finisce qua perché nel futuro è prevista una partecipazione più attiva dei genitori nella programmazione. Infatti, qualche mamma si è proposta di inviare dei tutorial per condividere le attività che svolge in casa con la figlia. E ancora: altre mamme, vedendo le foto sui social, ci hanno contattato per chiederci se fosse possibile partecipare al progetto, per questo abbiamo deciso di aprire al pubblico il nostro canale youtube e avviare una rivista, questa, a completamento. Inutile dire che noi siamo davvero entusiasti di questo progetto tant’è che stiamo pensando ad un modo per continuarlo anche quando riapriremo. Lo diciamo sempre che il problema di noi maestre è che non sappiamo fare nient’altro e quindi queste iniziative ci nascono, così, spontanee e poi prendono forme e misure che sono difficili da prevedere e ahimè, da contenere.