I tempi del coronavirus. Qualcuno dice che ci siano stati restituiti, altri pensano che ci siano stati regalati. Ma regalati non è forse la parola giusta. Concessi. Ecco, questo mi sembra il giusto compromesso a cui far riferimento. Perché in realtà il tempo ci è stato da un lato rubato e da un altro concesso. In questa nostra vita di corsa, sempre in movimento, noi, i bambini, la società, la tecnologia, qualcun altro ha scelto per noi. Mi diverte definirlo “fermo biologico” perché in realtà questo è. Un ente al di sopra di noi ha deciso che dovevamo stare a casa. Le persone di tutto il mondo devono stare a casa. E si vedono caprioli scorrazzare ai bordi delle strade e delfini fare capolino sulle banchine dei porti. “la natura si riprende i suoi spazi” chiosa qualcuno.

E in questa vita domiciliare forzata scegliamo come impiegare il tempo.

Lavorare a casa non è semplice ma poi ci si abitua. Le riunioni online, le videochiamate, il lavoro in remoto. Abbiamo delle capacità di adattamento incredibili.

Ciò che spesso manca è il tempo in più, quel poco che serve per fare una cosa che ci piace, che vorremmo fare ma quando? Un attimo per sedersi, pensare e dire ok adesso lo faccio.

E cosi che è nata questa rivista. Uno spazio\tempo che parla di noi, e anche di voi, di ciò che ci piace e di ciò che non ci piace fare. Aspettando che le cose migliorino, utilizziamo il nostro tempo al meglio delle nostre possibilità.

Se siete interessati e volete ricevete il numero 0 della nostra rivista scriveteci a segreteriagirotondo@gmail.com e ve ne invieremo volentieri una copia.